LivingMe

Dell'amore e di altri demoni
mercoledì, 09 luglio 2008

LUCY IN THE SKY WITH DIAMONDS

Sensazioni random, ti si affollano dritte in testa e non badano a spese.
Ho bisogno di una scusa per non pensare a niente per cui qualcuno mi aiuti. Lei signorina, che mi chiede un euro a piazzale Lodi quando il semaforo è troppo rosso perché io possa scivolare via in silenzio. O lei che sta al bar tabacchi e mi saluta giorno dopo giorno dopo giorno simulando una specie di felicità comune, da condividere.  Questa mattina per strada ho visto una farfalla, anzi erano due, uno di quei segreti che Milano ti dice nell'orecchio le rare volte in cui glielo concedi.
Seguo me stesso lungo i passi che muovo, uno due tre treemmezzo. Delle strisce pedonali non glie ne fraga un cazzo a nessuno. O sono io che divento invisibile? Io voglio diventare invisbile.
Elena mi mangi. Non so ancora che ti amo ma già ti amo. Mentre cammino tra la macchina parcheggiata in divieto e la scrivania zeppa di porche cose da sbrigare sono ancora me stesso, cinquecento passi che mi separano da uno stronzo che mi somiglia. Me li godo come se li gode chi prende fiato prima di infilarsi con la testa sott'acqua (non mi ricordo se le allucinazioni vengono anche a chi sta per affogare).Tutto come da programma.
E mi suona in testa quella canzone, Elena in the sky. With diamonds...
postato da parlamidinoi alle ore 17:26 | Permalink | commenti / commenti (pop-up)
categoria:


martedì, 01 luglio 2008

PROLOGO

Elena mi guarda, ancora.
Fissa dritto agli occhi e affonda il suo coltello. Elena mi senti?
l-a-v-o-g-l-i-a-d-i-e-l-e-n-a

Ogni giorno la aspetto come fosse il primo. Senza Elena non c’è speranza, nelle sue mani sono una forma di plastilina molle e poco densa.
Sono due settimane che non spengo - lascio sempre lì, acceso, per ogni spasmodica evenienza...al massimo va in stop ma in genere scarica scarica scarica.
Mi alzo dalla sedia e lo stomaco mi brontola parecchio. Stasera sono in chimica, ho fumato un pezzetto dell’hashish di Javi e sto con un sacco di voglia di mangiare. Se ne avessi voglia chiamerei Poporoya o come diavolo si chiama, ci fanno un sushi che è uno spettacolo e poi la zona non offre granché. A pranzo e a cena, mangiano tutti giapponese. Con le bacchette, of course.
Sono qui in ufficio e potrei andare a casa ma non so a fare cosa non c’è nessuno che mi aspetta. Sono molto molto bipolare, cerco di nascondermi dalla vista quando sono in down. Ma dato che ti ho, in rete è più facile lamentarsi.
Io sono sempre in rete. L’amaro riscontro di una tale verità, scusatemi, ha bisogno di un minuto di silenzio. Al lavoro sono in rete, in treno sono in rete, a casa sul divano o mentre mangio sono in rete. La tastiera del computer puzza di cibo e nicotina, ha le croste ma io non gliele tolgo. Ho una specie di spugnetta di quelle che ti vendono assieme agli occ hiali nuovi, la uso per pulire lo schermo quando vado da un cliente (solo quando vado da un cliente). Un piccolo ecosistema comunque vive tra i tasti, microrganismi nascono crescono e muoiono tra una spruzzata d’alcool e l’altra.  

Fallo un’altra volta, una soltanto. Ancora.
Non mi lasciare. Non puoi lasciarmi, lo decido io quando mi lasci.
Eddai Elena...
postato da parlamidinoi alle ore 21:03 | Permalink | commenti (3) / commenti (3) (pop-up)
categoria:


mercoledì, 25 giugno 2008

ANGELI E DEMONI

Mi vedo ridere ma non sono felice. Mi soffoca il pianto nel mio silenzio e non sono infelice. Sento molta ira.
Sei milligrammi di morfina per favore, per il dolore. Sputo sangue e febbre, sarà tubercolosi o una specie di anemia dell'anima. Di notte cammino lungo tutto il corridoio, spio nelle altre stanze perché è buio e loro non possono vedermi. A volte il pensiero mi sta addosso e ho un rigurgito, ma non vomito niente perché non ho mangiato niente.
Un giorno chiamo l’infermiera di turno, la voce rotta dai singhiozzi. Non so bene perché ho pianto, io di norma scelgo il silenzio. Le mani dell’infermiera mi spingono nel corpo un liquido del cazzo e il dolore è dappertutto, le lacrime scivolano via - una specie di urlo che sale dall’intestino e si strozza quando arriva in gola. Fa più male sotto la pelle che sopra.
La sensazione non è particolarmente forte, è un gesto ripetuto, che mi hanno già fatto chissà quante volte. Forse sono debole perché non ho mangiato. Forse il mio corpo è tutto teso in uno sforzo di assimilazione e sta cercando di recuperare, credo ci voglia energia per questo.
E qui la forza dell’irrazionalità, dell’illusione e del desiderio umano, nel figurarmi qualcuno che mi aspetta. O forse immagino, con più audacia, che la porta della stanza si spalanchi e venga un’ombra qui a salvarmi. Mi rivedo bambina e isolata, a giocare da sola con la terra, le bambole e i fogli di carta, invento storie e mi addomestico alla fantasia. Lo confesso, sono molto propensa a fantasticare, a vivere in due tre quattro realtà che mi produco in parallelo. Il fatto è che adesso dubito di potermene sorprendere.
Sensazioni si accavallano tra lo stomaco e il cervello mentre penso ai capricci della casualità che sta a capo dell’azione e del lasciarsi agire. Di dio e di me.
Ho un nodo nella gola grande come un pugno.
postato da parlamidinoi alle ore 13:13 | Permalink | commenti (5) / commenti (5) (pop-up)
categoria:


martedì, 24 giugno 2008

GENOVA PER NOI

    La strada lo hai visto è la nostra

e nulla ha il sapore che sai.

    Le occhiate che scorri a quel varco

(curiose fugaci farfalle

    che volano vite già nuove)

si lanciano giù, giù nei vichi:

    e l'eco dei passi raggiunge la

sera, e marta ricorda che siamo

    noi tutti un gran bel ritornello

che stufa alla lunga, e rappato.

    Ma noi soltanto ci salvano

i nidi dei passeri di primavera,

    e i cristalli di zucchero grezzo

lasciati al fondo del se.



    Non abbiamo bisogno di niente.















 























 
postato da parlamidinoi alle ore 02:21 | Permalink | commenti (7) / commenti (7) (pop-up)
categoria:


giovedì, 08 maggio 2008

(AVAN)SCOPERTA

La violenza del distacco, che già so arrivare:

effimera dolente pantomima del post datum,

se mai qualcuno la volesse scrivere.



Gli aironi di ieri hanno guadato, ognuno per sé,

le porte stanche all’Eldorado – ubiqua la notte

mi ammanta dell’ultimo futile pianto.
postato da parlamidinoi alle ore 01:27 | Permalink | commenti (1) / commenti (1) (pop-up)
categoria:


domenica, 04 maggio 2008

CONSUMARSI

Ti voglio tutta dentro

Perché ogni giorno

Mi bacerai le Mani

Fredde lungo i fianchi.



Lo so non è già tua

La scelta paga: rivestirle

Di Mondi favolosi

Dove canti, sogni o dorMi



Dove seMpre cautaMente

La tua oMbra Mi appartiene

Nel percorso di quei Mari

Che nelle notti torturate



Ci conducono alla guerra.
postato da parlamidinoi alle ore 15:36 | Permalink | commenti (2) / commenti (2) (pop-up)
categoria:


martedì, 25 marzo 2008

con(tro)versazione

M. - E cosa ami?



G. - Domanda trabocchetto. Che cosa devo rispondere?



M. - Non si ammettono suggerimenti.



G. - La vita. Poi, chi se la beve a sorsi giganti. Tu?



M. - Amo, punto. E già questo è una fortuna. Amo i ricordi, il futuro, il presente. Amo le immagini riflesse sull'acqua. Amo i cinque sensi. E il sesto e il settimo. Amo chi mi fa sentire di amare. Anche per un istante.



G. - Panico. E dopo l'istante che succede?



M. - Amo ancora e ancora. Finché gli istanti diventano minuti. E i minuti ore, o l'illusione di un eterno.



G. - Credi sia possibile questo, l'eternità?



M. - In bilico tra credo ed illusione. C'è bisogno di un abbraccio, per rimanere sopra il filo. E camminarci sopra.



G. - Mi permetto una domanda. Se l'amore è un esercizio senza rete...chi ci salva, dopo?



M. - Ci salva la voglia di sentirci ancora su quel filo. La vita è uno spettacolo e io voglio il palco.



G. - Mi preferisci regista o attrice?



M. - ...



G. - E se per l'ansia mi scordo le battute?



M. - Non so. Sei fantastica quando improvvisi. E tu come mi vuoi?



G. - Al centro del palco. Sempre. Una luce posta sullo sfondo disegnerebbe il tuo contorno. La curva delle braccia. Io starei a guardare.



M. - E se dobbiamo baciarci?



G. - Ci sarebbe quella tensione splendida. Il tempo che si ferma.



M. - Come sempre si ferma.
postato da parlamidinoi alle ore 17:17 | Permalink | commenti (5) / commenti (5) (pop-up)
categoria:


mercoledì, 19 marzo 2008

SOTTO(AL)VENTO

Al rientrare svelto e muto

Tra le cupole e i veleni

Cerco un alibi rapace

Che mi giudichi il presente.



E' l'amaro bieco o un fosso

A inciamparmi dentro i sensi

La coscienza finta(mente) lei riposa

Senza fumo o sbandoinganno.



Con la voce mia commossa

Dalle accuse dei saccenti

(In)distintamente senza

Affanno mi domando -



Se l'amore è un'altra cosa.
postato da parlamidinoi alle ore 12:05 | Permalink | commenti / commenti (pop-up)
categoria:


martedì, 11 marzo 2008

tempo

            Nell'ora esatta
Senza vento
            Tra una siepe e il mio ricordo
Le domando spettinata
            Che sarà dell'innocenza?
Scendi a patti con la luna
            Mi risponde tristemente:
Borghesi siamo tutti
            Don Quijote lui è perduto
Muto è il grido del suo ventre.








postato da parlamidinoi alle ore 15:25 | Permalink | commenti / commenti (pop-up)
categoria:


domenica, 09 marzo 2008

uccidimi

Il perdono dicevi
Io lo voglio adesso. Perché

Sono l'amante insanguinato
Che ti stringe a un petto abietto
Nella vana vuota vile
Vieta stinta speme che l'amore

Abbia un suo fine.
Redentore Dio Nemico
Per chi suona il mio sorriso?
La tua bocca già non morde

Nella sete del giudizio
Sei la morte sei la Venere
Dell'aereo fio suo vizio.














postato da parlamidinoi alle ore 00:32 | Permalink | commenti / commenti (pop-up)
categoria:


Chi sono

Utente: parlamidinoi
Nome: Giulia
Una che te la racconta giusta. Che te la urla. Capricciosa. Testarda. Migrante. Intelligente. Egocentrica. Anticlericale. Impulsiva. Innamorata, sempre. Di qualcosa si dovrà pur morire...


  • Contattami
  • Il mio profilo
  • Linkami


Cosa faccio

Lavro: per MIKAMAI.

Scrivo: per lavoro, per il giornale, per poesia.
Mi muovo: dappertutto, prossima tappa: London
Vivo: attualmente tra Milano e Pavia.
Leggo: L'occhio della mente, Oliver Sacks.
Amo: molto.

Dove vado

Miami
Vienna
Granada
Stoccolma
Oslo
Reykjavik
Copenhagen
Dublino
Creta
Edinburgo
Praga
Budapest
Varsavia
Parigi
Londra
Malaga
Berlino
New York
Bogotà

Cosa leggo

Marguerite Duras "l'amante". Imperdibile: per un uso della parola che è sensualità pura
Michail Bulgakov "il maestro e margherita"
Fedor Dostoevskij, "memorie dal sottosuolo" "i fratelli karamazov"
Milan Kundera "il valzer degli addii" "l'insostenibile leggerezza dell'essere"
Haruki Murakami "a sud della frontiera, ad ovest del sole" "tokyo blues"
Mauro Covacich "fiona"
Italo Svevo "la coscienza di zeno"
Zygmunt Baumann "amore liquido"
Gabriel Garcia Marquez "cent'anni di solitudine" "occhi di cane azzuro" "nessuno scrive al colonnello"

Cosa ascolto

Billy Cobham "Spectrum"
Chano Dominguez "Oye como viene"
Diana Krall "Love Scenes"
Andrés Calamaro "Tinta Roja"
Pink Martini "Sypathique"
Seabear "The ghost that carried us away"
Sarah Jane Morris "Love Pain"
Camaron de la Isla "Paris 1987"
Velvet Underground "Transformer"

Archivio

oggi
--- 2008 ---

Categorie

Partecipano

Foto recenti

Bottoni

  • RSS 2.0
  • ATOM 0.3
  • Powered by Splinder

Contatore

visitato *loading*volte